Blog‎ > ‎Articoli‎ > ‎

Web dependency

pubblicato 11 mag 2015, 04:57 da Rudy Azzan   [ aggiornato in data 24 apr 2017, 10:33 ]

Web dependency

Nell'ultimo anno il modo di fare e vendere i siti web da parte dei professionisti del settore è mutato, si è evoluto e semplificato. Molti developer hanno saputo sfruttare i nuovi ed innovativi strumenti di sviluppo ed hanno creato servizi specializzati per ogni determinata esigenza. Sul web si trovano una vagonata di servizi di ogni genere che possono essere fruiti tramite pagamento di abbonamento. Riguardo allo sviluppo di siti, Wordpress la fa da padrone, proponendo un modello di rappresentazione standard evoluto e piacevole alla visione ed ottenendo consensi e fiducia dalla gente.

Ma sarà proprio vero che è tutto così rose e fiori? ...

Perché web dependency?

Stanno ritornando le sanguisughe! (Quanti furbetti...) Nell'ultimo anno finalmente (o forzatamente vista la crisi) gli imprenditori si stanno risvegliando, e sono nuovamente disposti ad investire quello che possono per entrare nel mondo di internet e della tecnologia da cui stiamo diventando dipendenti.
Grandi aziende Italiane (con buchi di milioni di euro) hanno annusato l'affare e perché non approfittarne?
Basta fare porta a porta (ma e la pubblicità web che offrite come servizio non funziona?), ed andare a proporre siti vetrina di basso/medio costo con il SEO che in questi ultimi anni sta diventando una parola di brand, trend (Guarda tu stesso), e fare i soldi sulla gente disperata che da la fiducia.
Oggi stare su internet è vitale si, ma è ancora più importante capire perché si è su internet e capire cosa ciò può offrirci.
Purtroppo chi ha la possibilità economica di aiutare le aziende e dovrebbe dare l'esempio ha creato un mercato d'interesse personale il quale unico scopo è di tentare di monopolizzare questo nuovo mercato, fornendo servizi mediocri e omogenei, che spesso corrispondono alle esigenze della felicità dell'italiano imprenditore medio, ma non servono assolutamente a nulla.

Intanto i giovani e nuovi futuri imprenditori se ne vanno all'estero. 

Comments